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Nome volgare
Ofride insettifera, fior mosca, calabrone

Ophrys insectiferaDescrizione
È una pianta slanciata, alta dai 20 ai 60 cm.
Ha foglie verde chiaro, oblungo-lanceolate, non disposte a rosetta, con le superiori guainanti il fusto.
L'infiorescenza è di dimensioni variabili, con 3-14 elementi fiorali.
Le brattee superano l'ovario.
I sepali sono di colore verdastro ed oblunghi: i laterali sono ad apice ottuso, concavi e divergenti; quello centrale è più corto e ad apice arrotondato.
I petali sono strettissimi, praticamente filiforni, lunghi circa la metà dei sepali e pubescenti, di colore bruno-violaceo molto scuro.
Il labello è allungato, vellutato, profondamente trilobato; i lobi laterali sono piccoli e divergenti, quello centrale è lungo, bilobo all'apice. è attraversato da una fascia glabra, talvolta lucida, grigia con riflessi bluastri.
Il labello è di colore bruno-rossastro, talora contornato di giallo.
La colonna è corta ad apice arrotondato, con logge anteriche e stimma quadrangolare rossi.

Periodo fioritura
Fiorisce da maggio a giugno.

Habitat
Boschi aperti, garighe, pascoli, macchie su suolo calcareo da umido a relativamente asciutto.

Ophrys insectiferaDove è presente
Segnalata in tutta Italia, ad eccezione della Puglia e delle isole.

Altre osservazioni
La prima segnalazione nel territorio di Trevi è di maggio 2006.
In particolare, varie piante di Ophrys insectifera sono state rinvenute in alcune radure del bosco ceduo nei pressi del Fosso Venerino, lungo la variante di ritorno 5.1 dell'itinerario 5, descritta nel volume "Trevi quattro passi tra storia e natura".

IL GENERE
Ophrys Linnaeus

in questo genere, il labello è la parte morfologicamente più rilevante.
Solitamente, è vellutato, più/meno peloso, più/meno convesso, con una pigmentazione che richiama la forma di insetti e di ragni.
I fiori sono pochi e distribuiti lungo lo stelo.
Le diverse specie di Ophrys hanno un aspetto complessivamente simile.
Si differenziano tuttavia per i caratteri del labello.
Nella specie apifera prevale l'autoimpollinazione, mentre nelle altre specie è presente la riproduzione entomogama, ovvero tramite insetti.
I maschi degli insetti impollinatori sono attratti:
  • dalla forma del labello (simile nel colore a quello della femmina della stessa specie),
  • da richiami olfattivi (che rievocano i feromoni emessi dalla femmina dell'insetto impollinatore),
  • dalla peluria presente sullo stesso labello.
L'eccitazione sessuale porta l'insetto a "imbrattarsi" con la massa pollinica, che viene poi depositata sul fiore visitato successivamente.
In alcune specie di Ophrys, tra cui la O. bombyliflora, la riproduzione avviene, infine, anche attraverso la produzione di rizotuberi supplementari.

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