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Aquilegia vulgaris, aquilegia.

  • Aquilegia vulgaris L.,  amor nascosto o colombina - famiglia delle Ranuncolacee

 

Descrizione

È una bella pianta erbacea, perenne, alta fino ad 80 – 100 cm circa; fiorisce da giugno a luglio.

  • I fiori hanno 5 petali poco evidenti e un grande calice appariscente, di colore dal blu al violetto, ma anche bianco o rosato. Tipici di questo genere sono gli speroni fiorali, che racchiudono il nettare, ricurvi a uncino all’apice. Gli stami sono piuttosto brevi e non fuoriescono dalla corolla. I lunghi steli portano una ricca fioritura di fiori penduli, caratteristicamente rivolti vero il basso.
  • Le foglie sono pennatopartite, ad elementi lobati e dentati. Quelle cauline sono più piccole e meno lobate delle basali.
  • I frutti contengono piccoli semi nero-verdastri, lucidi, lunghi circa 2,5 mm.

Nelle nostre zone si trova nei boschi, ma anche come forma coltivata in molteplici cultivar, anche a fiori doppi, e ibridi grandiflori, dai colori più vari e bicolori.

 

Tossicità

È una pianta tossica, come praticamente tutte le ranuncolacee, per la presenza di glicosidi che possono danneggiare il muscolo cardiaco.

Come accade per molte specie di questa famiglia, il fieno di aquilegia è, invece, praticamente innocuo.

 

Curiosità

Il nome generico Aquilegia è di origine incerta, molti ritengono derivi da aquila, trovando una certa somiglianza tra gli speroni dell’uccello più nobile che abita i nostri cieli, e gli speroni, terminanti ad uncino e ricchi di nettare, che contraddistinguono questo fiore.

Ne Il libro dei fiori [I. Pizzetti e H.Cocker, Garzanti, Milano 1968], gli autori consigliano di coltivarla associandola ad altre piante e fiori di bosco (felci, spirea, potentilla, ranuncoli e campanula a foglie di pesco), suggerendo, anche, di raggrupparne più varietà e specie per formare quasi un boschetto. Questo potrà fiorire da aprile (var. Dunkelblauer Riese e A. coerulea) sino a ottobre (A. skinneri – se si avrà l’accortezza di tagliare con costanza i fiori avvizziti), passando, a luglio, per la grande fioritura della A. vulgaris, con le sue innumerevoli cultivar.

Possiamo riconoscere l’Aquilegia per i bei fiori, con 5 sepali e 5 speroni terminanti ad uncino, in genere di colore blu – violaceo, e le foglie composte, lobate e dentate, la cui delicatezza ci fa subito intuire che si tratta di una pianta originaria dei boschi e che ama esposizioni poco o affatto assolate.

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