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  • Chelidonium majus L., celidonia, erba dei porri - famiglia delle Papaveracee

 

Descrizione

È una pianta d’altezza molto variabile, dai 30 ai 100 cm, secondo le caratteristiche del suolo e del clima. Fiorisce in primavera.
  • I fiori sono gialli con due sepali, che cadono precocemente, e 4 petali, eguali tra loro e di forma ovale.
  • Le foglie possono essere pennatosette.  Quelle superiori sono sessili, quindi direttamente attaccate al fusto, senza picciolo; quelle inferiori sono picciolate.
  • Il fusto è eretto e ramoso, più o meno peloso.

 Chelidonium majus, celidonia

 

Tossicità

Tutti gli elementi di questa pianta secernono un latice giallo-arancio, che scorre lungo appositi canalicoli.

Il latice contiene degli alcaloidi tossici di cui, ad oggi, sono conosciuti circa venti componenti.

La celidonia  era usata come rimedio casalingo per combattere varie malattie e rimuovere i porri.

L’estrema tossicità dei suoi composti, tuttavia, rende questa pianta veramente pericolosa: 

40 grammi di estratto di celidonia sono sufficienti a uccidere un uomo adulto, per arresto cardiacoLa maggiore percentuale di principi attivi è contenuta nelle radici.

 

Curiosità

Il  nome generico Chelidonium deriva dal greco chelidon (=rondine), ad indicare che l’erba dei porri inizia a fiorire con l’arrivo delle rondini.

Gli animali domestici evitano accuratamente di mangiare questa papaveracea,

L’uso di questa pianta ebbe una grande diffusione nel corso del Medio Evo.

Tra le tante leggende che accompagnano l’erba dei porri ricordiamo quella secondo la quale una goccia di latice lasciata cadere su un dente cariato è in grado di calmarne il dolore lancinante.

Per tale tradizione popolare, in Friuli, la celidonia è conosciuta come “erba di Sant’Apollonia”, santa che protegge dal mal di denti.

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