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Cyclamen repandum, cicuta, infiorescenze ad ombrella

  • Conium maculatum L., cicuta- famiglia delle Ombrellifere

Descrizione

È una pianta erbacea,  a ciclo biennale, che può raggiungere la considerevole altezza di 2 metri. Se strofinata, o spezzata, emana cattivo odore. Fiorisce da giugno a settembre e si può trovare fino a 1800 metri di altitudine.

  • I fiori sono piccoli e bianchi, riuniti in ombrelle.
  • Le foglie sono tripennate, di colore verde intenso, simili a quelle del prezzemolo.
  • Il fusto è cavo, ramificato e solcato; nella parte inferiore del fusto sono presenti macchie di colore rosso vinoso.
  • Il frutto è lungo fino a 3,5 mm circa, ha forma ovoidale e presenta 5 costole, ondulate e prominenti. I semi sono simili a quelli di varie ombrellifere dall’aroma d’anice, come noto molto apprezzato in cucina.
  • Le radici, fusiformi e biancastre, si possono confondere con quelle della pastinaca, che viceversa sono commestibili.

Con il nome comune di cicuta sono comunemente indicate tre specie, oltre a quella già descritta ricordiamo anche:

  • La cicuta minore (Aethusa cynapium L.), detta anche falso prezzemolo per la sua somiglianza con la pianta aromatica: questo elemento ha portato a fenomeni di avvelenamento per la confusione tra le due diverse specie, ma l’odore fetido della cicuta minore quando viene tagliata o sminuzzata dovrebbe convincere dell’errore anche il più incauto dei raccoglitori.
  • La cicuta acquatica (Cicuta virosa L.) è una pianta perenne, che cresce in prossimità di acquitrini. È probabilmente la più velenosa delle tre specie, ma in Italia è diventata relativamente rara per la bonifica delle zone paludose in cui vegeta.

 

È necessario prestare la massima attenzione quando in campagna ricerchiamo le piante da utilizzare nelle nostre mense; soprattutto quando le piante sono piccole, è praticamente impossibile distinguere la cicuta da altre ombrellifere commestibili: il consiglio, pertanto, è ... di comprare il prezzemolo dal nostro negoziante di fiducia.


Pianta di cicuta

Tossicità

La cicuta contiene glucosidi flavonoidi, curarina, olii essenziali e una miscela di alcaloidi tra cui la coniina (il componente più pericoloso presente nella pianta) [P. Luzzi, Edagricole, Bologna 1995], ritenuta cancerogena alla stessa stregua della nicotina [F. Starý, Ist. geografico De Agostini, Novara 1987].

Tutte le parti della pianta sono tossiche, ma i semi contengono la maggiore concentrazione di sostanze velenose: si ritiene, infatti, che qualche grammo di frutti verdi sia la dose mortale per un uomo adulto.

Attenzione a non confondere la cicuta con altre ombrellifere commestibili: gli avvelenamenti, infatti, derivano spesso da un cattivo riconoscimento della pianta che è confusa con specie simili, ma eduli, come il prezzemolo.



Fusto di cicuta, notare le macchie color rosso-vinoso

Curiosità

È quasi inutile ricordare che Socrate, condannato a morte nel 399 a. C., fu giustiziato costringendolo a bere una pozione preparata con la cicuta, o forse, un composto che aveva tra gli ingredienti non solo questa pianta ma anche la datura e l’oppio.

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