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Si tratta di una pianta con fusto alto fino ad un metro. I fiori lingulati e tubulosi, di colore giallo oro, formano pannocchie piuttosto dense, con capolini di circa un centimetro di diametro ciascuno. Le foglie basali sono ovali e picciolate, con piccioli alati; quelle del fusto sono sessili e di forma lanceolata. Gli acheni sono cilindrici e con pappo.

Questa pianta fiorisce da giugno ad ottobre ed è presente, fino al piano alpino, nei prati, nei pascoli, nei boschi.

Il nome generico deriva dal latino "solidus" cioè "sano" o "robusto" e sta ad indicare le buone proprietà medicinali della verga d'oro; il nome specifico è legato al colore dorato delle infiorescenze.

Questa pianta è diuretica e favorisce l'espulsione dei calcoli. La presenza di saponine e polifenoli confermano indirettamente tali caratteristiche.

Un tempo la verga d'oro era somministrata ai bambini nella fase della dentizione. La medicina popolare riteneva in tal modo di poter evitare o, comunque, limitare i possibili problemi intestinali che talora si riscontrano in questo particolare periodo della crescita.

L'uso esterno delle sommità fiorite aiuta nelle infiammazioni della bocca e della gola. In questo caso si possono fare gargarismi e sciacqui con un infuso di cime fiorite (6 g in 100 ml d'acqua).

Ricordiamo ancora che un decotto di verga d'oro, ottenuto facendo bollire per alcuni secondi 30 grammi di cime fiorite in un litro d'acqua, aiuta a lenire i reumatismi e favorisce, altresì, la diuresi. Importante è lasciare il decotto in infusione per circa 5 minuti, poi filtrarlo e berlo lontano dai pasti. La dose raccomandata dagli erboristi è di 2 tazze ogni giorno

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