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Si tratta di una pianta d'altezza molto variabile, dai 30 ai 100 cm, secondo le caratteristiche del suolo e del clima. Si presenta con fusto eretto e ramoso, più o meno peloso. I fiori sono gialli con due sepali, che cadono precocemente, e 4 petali, eguali tra loro e di forma ovale. Le foglie possono essere pennatosette. Quelle superiori sono sessili, quindi direttamente attaccate al fusto, senza picciolo; quelle inferiori, viceversa, sono picciolate. Tutti gli elementi di questa pianta secernono un lattice giallo-arancio che scorre lungo appositi canalicoli. Le radici racchiudono la maggiore percentuale di principi attivi. Il lattice contiene degli alcaloidi tossici di cui, ad oggi, sono conosciuti circa venti componenti.

Una volta era usata come rimedio casalingo in varie malattie e per combattere i porri. L'estrema tossicità dei suoi composti, tuttavia, rende questa pianta veramente pericolosa: 40 grammi d'estratto di celidonia sono sufficienti per procurare la morte ad un uomo, per arresto cardiaco. Gli animali domestici evitano accuratamente di mangiare questa papaveracea.

Per concludere una curiosità: il nome generico Chelidonium deriva dal greco "chelidon" e significa "rondine". Il termine sta ad indicare che l'erba dei porri inizia a fiorire con l'arrivo delle rondini.

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