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Si tratta di una pianta erbacea che emana cattivo odore. Può raggiungere la considerevole altezza di due metri. Ha fusto cavo, ramificato, solcato, con macchie di colore rosso vinoso specialmente alla base. Le foglie sono 4-5 volte pennate, di colore verde intenso, simili a quelle del prezzemolo. I fiori della cicuta sono piccoli e bianchi, riuniti in ombrelle, e compaiono da giugno a settembre. Il frutto è lungo fino a 3,5 mm circa, ha forma ad uovo e presenta cinque costole, ondulate e prominenti.

Tutte le parti della pianta sono tossiche, ma i semi contengono la maggiore concentrazione di sostanze velenose. Le radici, fusiformi e biancastre, si possono confondere con quelle della pastinaca, che viceversa sono commestibili. I semi sono simili a quelli di varie ombrellifere dall'aroma d'anice, come noto molto apprezzato in cucina.

Gli avvelenamenti, pertanto, derivano spesso da un cattivo riconoscimento della pianta che è confusa con specie simili eduli. È dunque necessario prestare la massima attenzione quando in campagna ricerchiamo le piante da utilizzare nelle nostre mense.

È quasi inutile ricordare che Socrate, condannato a morte nel 399 a.C., fu giustiziato costringendolo a bere una pozione preparata con la cicuta. Un'ultima annotazione, la cicuta contiene una sostanza la coniina ritenuta cancerogena alla stessa stregua della nicotina.

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